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PAESAGGIO ANNUAL

Volontari al lavoro nel cantiere; un vecchio manufatto per la gestione delle acque. Sotto, un nuovo filare di cipressi neri segna la via.

restauro del paesaggio non si è limitata       aspetti fondamentali del progetto è stato      dimora piante da frutto, antiche cultivar      ▼
alla sola ricostituzione del percorso di       perciò la ricostituzione di frammenti di       una volta diffuse nei contesti montani
pietra, ma si è indirizzato verso altri due    quel pregevole paesaggio agrario, ben          dell’Italia centro-settentrionale oggi inve-
aspetti di importanza nevralgica. Da una       documentato dall’iconografia storica e dai     ce a rischio di scomparsa, con l’obiettivo
parte, infatti, si è provveduto al ripristino  catasti preunitari, che che caratterizzava     di ricostruzione di una sorta di piccola
degli ingegnosi sistemi di regimazione         l’Appennino romagnolo almeno fino              antologia di questo paesaggio della memo-
delle acque meteoriche (fossi di scolo,        all’inizio del Novecento, e la valorizza-      ria, ma anche di un riconoscimento dei
canalette, depositi) fondamentale per la       zione dei segni materiali connessi alle        valori propri dell’economia agricola della
tutelo idrogeologica del territorio, mentre    antiche forme di uso del territorio.           montagna appenninica, nella prospettiva,
dall’altra, si è agito sulla componente                                                       non troppo utopistica, di un suo recupero.
vegetale del paesaggio.                          L’intervento sui soprassuoli vegetali ha
                                               riguardato soprattutto il taglio selettivo di    I giovani alberi, provvisti di targa iden-
Il paesaggio agrario                           piante non autoctone in fregio alla mulat-     tificativa, sono inviti alla conoscenza diret-
  Occorre infatti rilevare come il progres-    tiera (in particolare pino nero e cipresso     ti sia ai cittadini, sia ai turisti che percor-
                                               dell’Arizona), in modo da agevolare lo         rono la strada. Le piante da frutto “della
sivo spopolamento e la contemporanea           sviluppo di latifoglie locali già presenti,    memoria” che scandiscono questo trat-
dismissione delle pratiche agricole, feno-     come per esempio le grandi roverelle
meni che si sono verificati a partire dagli    poste attorno all’area detta “La Madonni-
anni Quaranta fino allo scorcio del secolo     na”, oppure giovani piante proprie del
scorso, uniti alle azioni di rimboschimen-     contesto fitoclimatico (roverella, cerro,
to massivo, abbiano prodotto un’omolo-         farnia, acero campestre, carpino nero,
gazione del paesaggio in diverse aree          ciliegi); sono stati inoltre messi a dimora
dell’Appennino. Nel caso del colle di          alberelli delle stesse specie.
Corzano sono stati indeboliti i valori
semantici rappresentati da quegli elemen-      La memoria
ti che disegnano il paesaggio e gli danno        Un intervento progettuale a più spicca-
forma, come per esempio terrazzamenti a
secco, siepi, reticoli di viabilità poderale,  ta intenzionalità didattica ha avuto luogo
fossi, colture promiscue alternate ad aree     invece nel tratto compreso fra l’interse-
boscate. Contemporaneamente questa             zione della mulattiera con la viabilità
grossolana e generalizzata specializzazio-     moderna e l’area di sosta con lo spazio di
ne dei soprassuoli ha significato un inde-     sosta gradonato realizzata accanto a un
bolimento dei valori ambientali, soprattut-    vecchio pilastrino devozionale. Alla
to come perdita di biodiversità. Uno degli     sommità della scarpata posta a monte del
                                               percorso selciato sono state messe a

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